Proteggere le piante, proteggere la vita. Interclub Molfetta e Bitonto


Sinigaglia, Preziosa, Camposeo, Gramegna, Balducci, Catalano

L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2020 “Anno internazionale della salute delle piante”. La comunità internazionale ha in tal modo riconosciuto l'importanza dei vegetali e della loro salute per la sicurezza alimentare, per l'approvvigionamento di materie prime, per la biodiversità e per i diversi servizi forniti dagli ecosistemi agricoli, forestali, acquatici e di ogni altro genere presente sul pianeta.

Ed è proprio in occasione di questa importante ricorrenza che il Rotary Club di Molfetta con il patrocinio del Comune e il Club di Bitonto, ha organizzato un interessante convegno dal titolo “Proteggere le piante. Proteggere la vita”.

Ad introdurre la serata il presidente del Club, Gildo Gramegna che ha dato la parola all’assessore ai servizi sociali, il dott. Ottavio Balducci che ha spiegato ai presenti come ci sia una forte correlazione tra la salute dell’uomo e le piante e tra l’ambiente e l’alimentazione. Dunque per il benessere collettivo sarebbe opportuno quanto auspicabile che ci fosse un equilibrio tra l’uomo e l’ecosistema tanto da poter parlare di sostenibilità. Un concetto questo bistrattato e minacciato dall’agire umano che modifica il territorio e il clima e dal preoccupante fenomeno della globalizzazione. Ed è proprio in queste situazioni di emergenza – come ha spiegato Balducci – che un buon amministratore pubblico può fare la differenza attraverso l’utilizzo della politica come mezzo per raggiungere il fine ultimo di un costante equilibrio tra uomo ed ecosistema.

E quelle dell’assessore non sono state solo parole ma si sono concretizzate attivamente in vere e proprie attività di avvicinamento dell’uomo alla natura generando così la consapevolezza di quanto la natura tutta sia funzionale al benessere dell’uomo in ogni aspetto della propria vita. Ne sono esempio i progetti “Aromayoga”, “Verde in comune” e “Coltiva la mente” volti a fare in modo che i fruitori possano relazionarsi con l’ambiente che li circonda, migliorandone così la loro consapevolezza fisica e sensoriale.

E se tutto questo non fosse sufficiente? A porre questo interrogativo, l’agronomo dott. Pietro Preziosa che durante il suo intervento ha posto l’accento su un’importante problematica: la salute delle piante è in pericolo. Oggi la salute dei vegetali è definita come la disciplina in cui sono fissate e attuate le misure destinate alla lotta contro gli organismi nocivi al fine di evitare la loro diffusione in nuove aree. I vegetali sono parte integrante della biodiversità e sono indispensabili alla vita sulla Terra in particolare per la produzione di ossigeno e per il cibo che forniscono. Infatti, oltre l'80% del cibo consumato dall'uomo è di origine vegetale. La salute dei vegetali costituisce quindi un presupposto per garantire risorse vegetali sane a livello alimentare e basate su ecosistemi sostenibili.

Ma oggi – come ha spiegato Preziosa – le piante sono minacciate da nuovi organismi come nuovi insetti, virus e batteri derivanti in parte dal cambiamento climatico, ma anche dal commercio internazionale che rappresenta un volano per l’importazione di nuove contaminazioni. Una situazione per nulla trascurabile poiché le piante sono anche alla base della catena alimentare e l’uomo e gli animali non possono sopravvivere senza vegetali sani. E allora come si può attuare una trasformazione radicale verso sistemi agroalimentari e diete sostenibili in grado di produrre vantaggi importanti per la salute umana, la crescita economica, il benessere sociale e l’ambiente? È una domanda complessa e dalla non semplice risposta. Se c’è una cosa certa è che non c’è più tempo da perdere. Finora si è coltivata un’idea di sviluppo e di progresso basata sulla convinzione che le risorse del pianeta fossero infinite e che non vi fosse limite al dominio dell’uomo sulla natura. Oggi l’evidenza scientifica ci sta dimostrando che non è così e bisogna agire subito. Sicuramente per la tutela delle piante sarebbe opportuno rivolgersi alla scienza attraverso l’utilizzo di prodotti fitosanitari utili alla tutela e preservazione delle stesse. Perché come ha spiegato Preziosa, senza scienza non si può auspicare un futuro sostenibile.

C’è anche da dire – come ha spiegato il prof. Salvatore Camposeo, durante la sua lectio – che le piante svolgono anche altri importanti ruoli. In primis “sequestrano” dall’ambiente anidride carbonica, polveri sottili e gas che si trovano in concentrazione maggiore nei pressi delle città. Tramite un processo biochimico chiamato “fotosintesi clorofilliana” le piante trasformano l’acqua e l’anidride carbonica presenti in zuccheri necessari alla loro crescita. Come prodotto finale di scarto viene liberato principalmente ossigeno assieme ad altri elementi.

Inoltre il nostro patrimonio arboreo è un “climatizzatore” naturale in quanto regola la temperatura, riducendo in parte anche il tasso di umidità. Non ultimo per importanza i ruolo delle piante nell’alimentazione. Dunque senza alberi – come ci ha tenuto a sottolineare il relatore – non c’è futuro.

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