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Lo scrittore Dino Claudio nella letteratura italiana


Montepulciano, Tarantino, Davoli, Allegretta, Capurso, Gramegna, Susanna Claudio (sorella di Dino)

Un momento di cui la città di Molfetta aveva bisogno, il ricordo che si meritava questa grande personalità del panorama letterario novecentesco: si tratta della conferenza dedicata allo scrittore molfettese Dino Claudio, organizzata dal Rotary Club Molfetta e fortemente voluta dal Sindaco Tommaso Minervini, tenutasi venerdì 20 gennaio nell’Aula Consiliare “Giovanni Carnicella” del Palazzo Giovene.

Francesco Allegretta, presidente del Rotary Club Molfetta, ha introdotto la conferenza presentando i relatori e illustrando la vita di Claudio – molfettese trapiantato a Roma – e i numerosi scritti, importanti tanto da essere stati oggetto di studio di alcune tesi di laurea non solo dell’Università di Bari, ma anche dell’Università Cattolica di Milano.

La parola è passata all’assessora alla Socialità Anna Capurso, che di Claudio ricorda la critica verso la società e la sua sentita necessità di intervenire per ribellarsi al degrado sociale e culturale, scegliendo di utilizzare la scrittura come mezzo per smuovere le coscienze.

È intervenuto, poi, il relatore Vito Davoli, scrittore, poeta, giornalista e critico letterario, la persona forse più adatta per raccontare quello che Dino Claudio è stato, non solo per l’accecante conoscenza di stile e contenuti dell’arte di Claudio, ma anche per la profonda stima e amicizia che li ha legati negli ultimi due anni.

Davoli ha criticato le antologie che non hanno registrato Dino Claudio: «Nonostante abbia avuto buon riscontro dalla critica, non ha avuto il posto che merita nel panorama letterario italiano. Dino Claudio dovrebbe essere studiato nelle scuole, perché è vero, reale e porta una critica sociale con un linguaggio profondo, musicale e curato, un lavoro certosino e geniale dal risultato di un livello altissimo».


Grazie alla ottima interpretazione di alcuni passi ad opera dell’attrice Rosa Tarantino, gli il pubblico presente è stato immerso nell’atmosfera dei contrasti di Dino Claudio: egli, infatti, mediante la propria padronanza tecnica e comunicativa della parola, descrive il senso di non appartenenza al mondo che lo circonda, che stride con la magia della nostalgia dell’infanzia, criticando e rifiutando una società in cui non si sente realizzato come uomo. Questo urlo soffocato di Claudio è ciò che lo porta ad una disperata ricerca di Assoluto (che egli traduce in Dio), il senso di vita rifiutata porta alla costruzione di un impianto lirico sia in poesia che in prosa, dalla forte presenza di classicità e di riscoperta dei miti.

Davoli, appassionato e commosso, ha aggiunto: «Il dualismo caratteristico ideale/reale, immerso nel dinamismo espressivo, con pluralità di significati e intensità di significanti, è ciò che porta a Dio come paradigma di purezza – senza di esso l’uomo non ha scampo. Avere in vita chiarezza della realtà e consapevolezza del dopo è realizzazione di un grande uomo».

Il Sindaco della città di Molfetta Tommaso Minervini ci ha tenuto a prendere la parola per ringraziare i relatori e gli organizzatori di aver ricordato un grande testimone del Novecento, Dino Claudio, che va alla ricerca dell’essenza dell’uomo e dell’umano nelle proprie azioni, con la sua potente scrittura filosofica.

Un pensiero di ringraziamento è giunto anche dall’Assistente del Governatore del Distretto Rotary 2120, Gildo Gramegna, per aver omaggiato un grande scrittore figlio della terra molfettese, con interventi di grande rilievo capaci di avvicinare questa importante personalità anche a chi non lo conosceva.

Infine, in una serata stupenda e già ricca di emozione, è stata Susanna Claudio, sorella di Dino, a ringraziare tutti, uditori compresi, per la memoria al suo amato fratello. In particolare, ha dedicato parole piene d’affetto a Vito Davoli per aver saputo rendere tutti partecipi della profondità e bellezza della scrittura di Dino Claudio. Per far sì che più persone lo apprezzino e lo ricordino, la famiglia Claudio ha deciso di donare 30 opere al liceo Classico di Molfetta, scuola frequentata da Dino, e a chi ne farà richiesta; ha donato, inoltre, anche due libri a ciascun relatore, ovvero L’Alba dei Vinti e Pentagramma del Vento, che hanno vinto il Premio Europa di Firenze.

La serata è piacevolmente trascorsa in un mix perfetto di passione e nostalgia, un ricordo che fa davvero venir voglia di leggere gli scritti del grande Dino Claudio.

Annapaola Sciancalepore

© Riproduzione riservata


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