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La tradizione della carne a Terlizzi. Incontro con degustazione

  • Immagine del redattore: Felice de Sanctis
    Felice de Sanctis
  • 10 ott 2021
  • Tempo di lettura: 2 min

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Conoscere le tradizioni del territorio nel quale si agisce rappresenta un elemento fondamentale per intraprendere attività che abbiano una stretta attinenza al tessuto sociale nel quale si opera. Per tale motivo il Rotary Club di Molfetta ha organizzato una cena conviviale, presso la braceria Mimmo De Chirico & Figli a Terlizzi, avente come tema centrale l’antica tradizione terlizzese della carne alla brace.


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E’ stata anche l’occasione per svolgere un’attività in una delle città che fanno parte del Club di Molfetta.




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Prima della cena il presidente del Rotary Club di Molfetta Felice de Sanctis ha introdotto l’argomento della serata, cedendo successivamente la parola al presidente del Rotaract Club di Molfetta Pietro Minervini, il quale ha esposto ai partecipanti all’incontro dei brevi cenni storici sulla predetta tradizione tutt’oggi presente a Terlizzi.


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Tale tradizione risale al 1200, periodo durante il quale il conte di Terlizzi Andrea da Bari possedeva gran parte dei greggi di pecore e capre le cui carni venivano macellate e gustate alla brace. La tradizione ha mantenuto la sua importanza anche nei secoli successivi, passando per il Medioevo, durante il quale la carne alla brace rendeva più gioiosa la fiera di San Marco il 23 aprile, data tutt’oggi molto cara al popolo terlizzese poiché rappresenta il giorno nel quale la Madonna di Sovereto, patrona di Terlizzi, viene portata in spalla dalla cattedrale di Terlizzi alla piccola chiesetta dell’antico borgo di Sovereto.


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La tradizione è giunta fino ai giorni nostri, mantenendo lo spirito di convivialità che naturalmente si crea.


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Una delle più succulente prelibatezze è quella degli involtini di frattaglie di agnello, avvolte con il budellino dello stesso animale, con l’aggiunta di prezzemolo. Nel gergo terlizzese questi involtini sono chiamate ghiumerèdde, derivante dalla parola ghiùmmere che in italiano significa gomitolo, considerando la somiglianza di questi involtini ad un gomitolo.

Al termine del breve racconto, i presenti hanno gustato le prelibatezze preparate preparate dal Sig. De Chirico, tra cui bombette di carne, salsiccia e ghiumerèdde, rigorosamente alla brace.

 
 
 

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