Annamaria Leone: vi racconto il mio Ryla

Aggiornamento: 6 mag

Il Ryla, esperienza di connessioni, amicizie, leadership

“La qualità che penso mi caratterizzi maggiormente è l’ascolto, e grazie a questa esperienza ho potuto metterla molto in pratica per migliorarmi”: così esordisce Annamaria Leone, studentessa di Scienze e Tecniche Psicologiche, vincitrice del Premio Rotary Scuola e di un posto all’interno del programma Ryla (Rotary Youth Leadership Awards), nonché volontaria presso parecchie realtà locali volte al migliorare la qualità della vita degli utenti.

La ascoltiamo come relatrice all’evento organizzato dal Rotary Club Molfetta dal titolo “Vi racconto il mio Ryla”, tenutosi il primo aprile presso la sala congressi del Pàlato Bistrot, dopo una breve introduzione a cura del Presidente Rotary Felice de Sanctis. È interessante vedere come un’esperienza mirata allo sviluppo delle doti da leader ed alla formazione di legami interpersonali riesca a fornire questi nuovi strumenti in un concentrato di emozioni, ed è forse questo mix perfettamente bilanciato ciò che rende questa esperienza unica nel suo genere.


Nonostante la sua riservatezza appena visibile sotto un’esplosione di grinta, Annamaria Leone si districa tra i racconti della sua intensa settimana di formazione, in cui le persone hanno fatto la differenza. Ci riporta, infatti, alcuni degli incontri pieni di spunti di riflessione: da lezioni frontali di leadership tenute dal coach Marco Rotella, a visite nel porto di Bari tra storia e attualità guidata dal prof. Ugo Patroni Griffi, per passare poi al racconto della maestosa Cattedrale di Bari tenuto dal Priore don Francesco Lanzolla, ed infine all’esperienza da imprenditore locale di Alessio Lorusso, CEO e fondatore di Roboze (azienda produttrice di stampanti 3D).

Non sono mancate anche occasioni di condivisione con i suoi colleghi; Leone ci spiega, infatti, che i partecipanti sono stati divisi in piccoli gruppi che avrebbero sviluppato un progetto a partire da uno dei temi di leadership trattati, per poi presentarlo con il supporto visivo di un file Power Point. “Eravamo a corto di idee per il nostro progetto – ci dice – e ne avevamo discusso per gran parte della cena. Ma quella sera, in un momento quasi di sconforto, ci è giunta l’idea illuminante. Ci siamo detti è quella giusta, parleremo della Torre di Pisa come metafora degli errori che portano all’unicità e al progresso.” Perché un buon leader è in grado di riconoscere l’errore, ammetterlo senza punirlo ed infine trovare un modo per migliorarlo; un po’ come è successo con la Torre di Pisa quando, una volta riconosciuto, l’errore è stato accolto come sfida e implementato, rendendo questa costruzione unica. In fondo, non è l’errore una forma molto umana di conoscere il mondo?

Annamaria Leone prosegue il suo discorso dichiarando di aver imparato molto dalla collaborazione con i suoi compagni di squadra, poiché ognuno di loro ha un background diverso e ci ha messo il del suo, arricchendo il progetto di nuovi punti di vista. Inoltre, confessa che essere ‘costretta’ ad interfacciarsi con persone che non conosceva per non rimanere isolata l’ha spinta a mettersi in gioco ed uscire dalla sua comfort zone, ma anche a saper rispettare le differenze quando la convivenza diventava più difficile.



Nello spazio dedicato agli interventi, alla domanda posta da Felice de Sanctis ‘Cosa ti è rimasto di questa esperienza, dal punto di vista umano oltre che da leader?’ Leone afferma: “Dal Ryla ho imparato che l’errore è importante perché ci accomuna tutti nella vita quotidiana, per questo bisogna saperli riconoscere anche in ambito aziendale senza condannarli. E poi, ho realizzato che i limiti insormontabili spesso sono solo autoimposti, che le buone idee sono spesso quelle che arrivano per caso e la gentilezza inaspettata può svoltare la giornata. Credo inoltre che le persone giuste forse sono proprio quelle che ci sembrano troppo diverse da quello che crediamo di essere”.

La relazione di Annamaria Leone si conclude con l’augurio che altri giovani possano entrare in contatto con il mondo del Rotary ed avere una grande opportunità come quella che ha avuto lei, mentre noi non possiamo che complimentarci e ringraziarla per averci permesso di viaggiare un po’ tra i meravigliosi racconti di questa avventura emozionante ed estremamente formativa che è il RYLA, attraverso i suoi occhi gentili e colmi di emozione e (forse) con un pezzettino di Rotary nel cuore.

Annapaola Sciancalepore

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